“E’ impossibile pensare bene,
amare bene,
dormire bene,
se non si ha ben mangiato.”
Virginia Woolf
amare bene,
dormire bene,
se non si ha ben mangiato.”
Virginia Woolf
Cucinare, mi rende felice, mi appaga. Farlo per la mia famiglia è una grande soddisfazione. Mettermi ai fornelli per gli amici, per l’ospite improvviso, per chi ancora non conosco, è una sfida che accetto volentieri, perché so che il cibo, cucinato bene, dona gioia e piacere e, sapere che la mia passione rende felici è una grandissima gratificazione.
E, come nella vita, anche in cucina debbono esserci equilibrio e un tocco di eleganza, passione, amore, curiosità, ma anche voglia di sperimentare e di risvegliare i sensi.
Tutto inizia con l’udito, ascoltando i rumori delle stoviglie in cucina, preludio della nascita di qualche golosità. Segue l’olfatto, che cattura i profumi sprigionati in cottura e che portano a memoria immagini dolci o salate. Poi la vista, che viene appagata da una presentazione che non lascia nulla al caso. Il gusto, dopo l’assaggio, è il momento clou e racchiude in un solo attimo tantissime percezioni. Infine, ma non ultimo il tatto, perché toccare e manipolare il cibo fa parte del nostro quotidiano. Della nostra vita.
Nella mia cucina, i cinque sensi vengono totalmente appagati, non solo, ma si percepiscono anche la dedizione, la creatività e le attenzioni che si celano dietro la preparazione di un piatto e, che risalta, anche nel più semplice degli abbinamenti, suscitando un trionfo di emozioni.

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